È andato via un grande maestro che non voleva essere il maestro di nessuno, un grande compagno nel viaggio della vita. Una grande guida.
Sono molto triste, oggi, perchè Mario Rigoni Stern non ha avuto la fortuna di morire come aveva desiderato, lavorando, scrivendo, passeggiando nel suo bosco.
Ho sentito Mauro Corona, alla radio, raccontare che “Mario era un po’ disilluso“.
Ha detto più o meno: “…certo era disilluso, vedeva la piena del fiume [il mondo che andava in una direzione sbagliata], ci ha messo le mani dentro, a dita allargate, per cercare di fermarlo, ma l’acqua passava lo stesso…“
Se lo dice lui, che lo conosceva bene, deve proprio essere vero. (Da oggi voglio un po’ più bene anche a Mauro Corona, mi sembra di capirlo meglio, lo sento più vero e più vicino).
Anch’io, che non ho mai osato scambiare una parola con lui, ho avuto l’impressione che lo avessimo disilluso, e non so dire se il modo che ha scelto per lasciarci sia una grande lezione, come è stato detto, o la pura espressione di una natura schietta, o qualcosa d’altro.
Sono molto triste, oggi, anche per questo. Forse avremmo dovuto amarlo e capirlo di più – e con meno ipocrisia.
Comunque buon viaggio, grande piccolo maestro; forse sei già arrivato a baita, ad abbracciare Giuanin, che non avrà più freddo.

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