Torno da una settimana di vacanza. Trovo sull’ultimo numero dell’Altopiano (inteso come “il primo ed unico giornale dell’altopiano”) un articolo-intervista a Billarman: “Radio Monte Katz, il punto sul blog”.
Non conosco gli esatti rapporti tra la redazione e RMK, mi è sembrato in passato di notare alcune oscillazioni nel reciproco feeling, ma questo non mi riguarda (e non voglio saperne di più).
Invece, non posso non rilevare questi due momenti di giornalismo:
[...] Ma l’anonimato con cui la maggioranza degli ascoltatori interviene, se da una parte offre una visione vera di quello che è il pensiero della gente al riguardo, permette di divulgare commenti anche pesanti e offensivi, tanto che c’è chi si chiede se sia giusto permettere questo.
[...]
[domanda:] A volte nel blog si leggono lunghi interventi di chi spiega come, a proprio avviso, siano necessari cambiamenti radicali per un futuro migliore in Altopiano, trattasi di sviluppo turistico, salvaguardia del territorio, opportunità lavorative o altro. Non pensi che qualcuno possa chiedersi “ma questi chi si credono di essere e cosa pensano di poter cambiare?”
Devo subito chiarire che trovo le risposte di Billarman, sia in generale che nello specifico dei due temi citati, buone e condivisibili; confermano la mia simpatia e la mia stima per lui (come blogger; per il resto, non ci conosciamo).
Il suo blog è diventato autorevole come l’articolo lo descrive perché lui è bravo.
Al massimo, mi chiedo perché insistere su responsabilità, Polizia Postale, errori che non si ripeteranno…
“Questa è la rete bellezza, e non puoi farci proprio niente”.
C’è qualcuno che ha così tanta paura dei blog, sull’altopiano?
Quanto all’Altopiano (inteso come primo e unico giornale), da molto ho il dubbio che faccia parte del problema, più che della soluzione.
Adesso so anche che non ha molta confidenza con la rete e il mondo dell’interazione.
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L’immagine di Redford-Woodward e Hoffman-Bernstein è di Offscreen

Gatto Rosso e Jegary è bello sentirvi vivi e accesi da tanta passione, nella ricerca quasi esasperata di soluzioni, modelli, abitudini, cultura, entità, democrazia partecipata, competenza, tutela valorizzazione del territorio, informazione, marketing, nuova politica, insomma (chi più ne ha più ne metta), finalizzata a
1) rendere più felici gli abitanti dell’altopiano
2) costruire coscienza: – ambientale – agricola – silvo pastorale – storica – elementi produttori della parola turismo, anche se a parer mio è un termine superato, e vecchio
3) ricostruire unità del sistema, con motivazioni che non nascano esclusivamente dalla pancia del profitto, ma dal sentimento, dalle radici, dalla consapevolezza delle nostre potenzialità territoriali
4) e tutte le altre cose gia dette … da voi.
Dissento dalle analisi di gatto rosso fatte sul movimento montagna viva, spiegandone i perchè:
1) non è dimostrabile che più frequenza abbia un sito, più sia prodduttivo ai fini dei risultati;
2) il movimento esiste e resisterà;
3) non hai pensato male, ma di più, perchè il movimento si ispira a ricercare il bene comune fuori da qualsiasi logica dei pregiudizi e degli interessi privati (cosa assai rara ai giorni nostri);
4) è aperta la collaborazione a tutti, e anche a gatto rosso.
nb: ogni minuto di tempo, ogni respiro, ogni goccia di sudore speso per la vera tutela del territorio è l’ unica speranza per il futuro della montagna VIVA. CIAO
Cieloazzurro,
grazie per il tuo commento, e per il tuo entusiasmo…
Ho una curiosità: al posto di “turismo”, che definisci termine superato e vecchio, cosa useresti? E perché?
Quanto a Montagna Viva, mi fa piacere sentirti così ottimista ed entusiasta. evidentemente sai più cose di me al riguardo.
Io posso solo dire due o tre cose dal di fuori:
>> Sono “del mestiere”, e posso assicurarti che in genere un sito non frequentato (immagino che con “frequenza” intendiamo visite, partecipazione) difficilmente riesce a realizzare i suoi obiettivi.
Ma non è questo; è che aver messo su una piattaforma per gestire dei forum, e avere 15 utenti registrati in più di due mesi e mezzo, di cui nessuno ha scritto un solo post tranne l’amministratore (che sostanzialmente ha postato la locandina e lo statuto), non mi sembra un gran segno di vitalità per una associazione. Forse era meglio puntare su un altro genere di sito, non so.
>> Ammetto che mi sono perso la riunione del 18 aprile.
Colpa mia. Ma poi che è successo? Si è fatto un programma? È stato nominato un organismo dirigente o operativo? Chi ne fa parte? Succederà qualcosa? Qualcuno sa cosa? (Magari erano cose che si sarebbero potute pubblicare, sul sito…)
>> Non è che ho pensato male — ho scritto “non lo so e sbaglierei a pensar male” — ma non posso fare a meno di osservare il grande spiegamento di mezzi iniziale, che contrasta un po’ col niente successivo.
Cercare il bene comune e non gli interessi privati è certo un’ottima cosa. Aspetto con fiducia.
>> La collaborazione è aperta a tutti, e quindi anche a me. Ma per far cosa in concreto?
Sono sinceramente interessato a quanto hai scritto, e vedo la tua convinzione.
Fammi sapere qualcosa, mi piacerebbe poterne scrivere di più sul blog.
Ciao!
Cieloazzurro, in un commento di ieri, mi rimprovera di aver “pensato male” di Montagna Viva, [...]