
Torno da una settimana di vacanza. Trovo sull’ultimo numero dell’Altopiano (inteso come “il primo ed unico giornale dell’altopiano”) un articolo-intervista a Billarman: “Radio Monte Katz, il punto sul blog”.
Non conosco gli esatti rapporti tra la redazione e RMK, mi è sembrato in passato di notare alcune oscillazioni nel reciproco feeling, ma questo non mi riguarda (e non voglio saperne di più).
Invece, non posso non rilevare questi due momenti di giornalismo:
[...] Ma l’anonimato con cui la maggioranza degli ascoltatori interviene, se da una parte offre una visione vera di quello che è il pensiero della gente al riguardo, permette di divulgare commenti anche pesanti e offensivi, tanto che c’è chi si chiede se sia giusto permettere questo.
[...]
[domanda:] A volte nel blog si leggono lunghi interventi di chi spiega come, a proprio avviso, siano necessari cambiamenti radicali per un futuro migliore in Altopiano, trattasi di sviluppo turistico, salvaguardia del territorio, opportunità lavorative o altro. Non pensi che qualcuno possa chiedersi “ma questi chi si credono di essere e cosa pensano di poter cambiare?”
Devo subito chiarire che trovo le risposte di Billarman, sia in generale che nello specifico dei due temi citati, buone e condivisibili; confermano la mia simpatia e la mia stima per lui (come blogger; per il resto, non ci conosciamo).
Il suo blog è diventato autorevole come l’articolo lo descrive perché lui è bravo.
Al massimo, mi chiedo perché insistere su responsabilità, Polizia Postale, errori che non si ripeteranno…
“Questa è la rete bellezza, e non puoi farci proprio niente”.
C’è qualcuno che ha così tanta paura dei blog, sull’altopiano?
Quanto all’Altopiano (inteso come primo e unico giornale), da molto ho il dubbio che faccia parte del problema, più che della soluzione.
Adesso so anche che non ha molta confidenza con la rete e il mondo dell’interazione.
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L’immagine di Redford-Woodward e Hoffman-Bernstein è di Offscreen
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