MontagnaViva…

30 06 2008

Che ne e\' di MontagnaViva?

Cieloazzurro, in un commento di ieri, mi rimprovera di aver “pensato male” di Montagna Viva, e mi ricorda (con un tocco molto bello), che

“ogni minuto di tempo, ogni respiro, ogni goccia di sudore speso per la vera tutela del territorio è l’unica speranza per il futuro della montagna“

Ora, io non ho esattamente pensato male, ma certo qualche dubbio mi è venuto osservando il lancio in grande stile di questa associazione, che poi non ha dato altri segni di esistenza.
Siccome proprio non mi va di citare Andreotti, mantengo sospeso il giudizio. Cieloazzurro può aver ragione.

Ma dal 18 aprile io non ho saputo più nulla di MontagnaViva.
È vero che non ero alla riunione di presentazione, ma poi?
Sul sito non trovo informazioni.
È successo qualcosa? Esiste un programma? Delle iniziative? Sono io che mi sono distratto?

Se qualcuno sa qualcosa di Montagna Viva, per piacere me lo dica.
Non lasciamo che l’entusiasmo di Cieloazzurro vada sprecato.





Un grande compagno di viaggio.

18 06 2008

Mario Rigoni Stern, da Rai News 24, in una recente - e bella - immagine

È andato via un grande maestro che non voleva essere il maestro di nessuno, un grande compagno nel viaggio della vita. Una grande guida.

Sono molto triste, oggi, perchè Mario Rigoni Stern non ha avuto la fortuna di morire come aveva desiderato, lavorando, scrivendo, passeggiando nel suo bosco.

Ho sentito Mauro Corona, alla radio, raccontare che “Mario era un po’ disilluso“.
Ha detto più o meno: “…certo era disilluso, vedeva la piena del fiume [il mondo che andava in una direzione sbagliata], ci ha messo le mani dentro, a dita allargate, per cercare di fermarlo, ma l’acqua passava lo stesso…“
Se lo dice lui, che lo conosceva bene, deve proprio essere vero. (Da oggi voglio un po’ più bene anche a Mauro Corona, mi sembra di capirlo meglio, lo sento più vero e più vicino).

Anch’io, che non ho mai osato scambiare una parola con lui, ho avuto l’impressione che lo avessimo disilluso, e non so dire se il modo che ha scelto per lasciarci sia una grande lezione, come è stato detto, o la pura espressione di una natura schietta, o qualcosa d’altro.
Sono molto triste, oggi, anche per questo. Forse avremmo dovuto amarlo e capirlo di più – e con meno ipocrisia.

Comunque buon viaggio, grande piccolo maestro; forse sei già arrivato a baita, ad abbracciare Giuanin, che non avrà più freddo.





È la stampa, bellezza…

11 06 2008

tutti gli uomini del presidente

Torno da una settimana di vacanza. Trovo sull’ultimo numero dell’Altopiano (inteso come “il primo ed unico giornale dell’altopiano”) un articolo-intervista a Billarman: “Radio Monte Katz, il punto sul blog”.

Non conosco gli esatti rapporti tra la redazione e RMK, mi è sembrato in passato di notare alcune oscillazioni nel reciproco feeling, ma questo non mi riguarda (e non voglio saperne di più).

Invece, non posso non rilevare questi due momenti di giornalismo:

[...] Ma l’anonimato con cui la maggioranza degli ascoltatori interviene, se da una parte offre una visione vera di quello che è il pensiero della gente al riguardo, permette di divulgare commenti anche pesanti e offensivi, tanto che c’è chi si chiede se sia giusto permettere questo.

[...]

[domanda:] A volte nel blog si leggono lunghi interventi di chi spiega come, a proprio avviso, siano necessari cambiamenti radicali per un futuro migliore in Altopiano, trattasi di sviluppo turistico, salvaguardia del territorio, opportunità lavorative o altro. Non pensi che qualcuno possa chiedersi “ma questi chi si credono di essere e cosa pensano di poter cambiare?”

Devo subito chiarire che trovo le risposte di Billarman, sia in generale che nello specifico dei due temi citati, buone e condivisibili; confermano la mia simpatia e la mia stima per lui (come blogger; per il resto, non ci conosciamo).
Il suo blog è diventato autorevole come l’articolo lo descrive perché lui è bravo.

Al massimo, mi chiedo perché insistere su responsabilità, Polizia Postale, errori che non si ripeteranno…
“Questa è la rete bellezza, e non puoi farci proprio niente”.
C’è qualcuno che ha così tanta paura dei blog, sull’altopiano?

Quanto all’Altopiano (inteso come primo e unico giornale), da molto ho il dubbio che faccia parte del problema, più che della soluzione.
Adesso so anche che non ha molta confidenza con la rete e il mondo dell’interazione.


L’immagine di Redford-Woodward e Hoffman-Bernstein è di Offscreen








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